Una cucina dietro le sbarre

Una raccolta di manicaretti dai fornelli del carcere di Pisa

Una cucina dietro le sbarre

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Il titolo è Ricette al fresco. Gli 85 modi per cucinare nel carcere di Pisa (edizioni ETS) e i cuochi scrittori sono detenuti, agenti di polizia, volontari ed educatori. Vari modi per rendere più dolce la vita in carcere.

Ricordate la scena del film “Quei bravi ragazzi” quando i detenuti, tutti italo-americani, si davano da fare per preparare il sugo di pomodoro? A Pisa, l’Associazione Controluce ha lanciato un’idea simile: convincere i detenuti non solo a cucinare, ma anche a trascriverne le ricette e farne un libro. Il risultato è uno sforzo creativo applicato alla cucina da leccarsi i baffi. Non importa se a volte sono ricette semplici, importa trovare nella cucina e nel cibo un vero piacere della vita, anche in mancanza di coltelli e con il fornello da campeggio (in cella, per ovvi motivi, sono proibiti armi da taglio e cucine a gas).

Ecco quindi la “crostata alla marmellata di pesche” (senza forno) di Franco, cucinata con due fornelli da campeggio e due teglie sovrapposte per ben quattro ore. Ecco le ricette etniche come il goulash o il cous cous o il byrek, la tipica torta albanese. In tutto 85 ricette, di cui 50 scelte dai detenuti, da leggere e provare. Parte dei proventi della vendita del libro, dicono dalla casa editrice Edizioni ETS, sarà per l’acquisto di beni di largo consumo per i detenuti del carcere pisano. Uno scopo nobile per un’iniziativa encomiabile e… saporita.

 

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